Distilleria Bertagnolli distilla oggi con alambicchi a " bagnomaria discontinui alimentati a vapore", frutto dell'ingegno della famiglia Bertagnolli che nel 1949 introdusse la colonna di selezione e concentrazione degli alcoli Tullio Zadra.
Gli alambicchi a metodo discontinuo possono essere di 3 tipi: a fuoco diretto, a bagnomaria ed a vapore. In quelli a fuoco diretto la caldaia è inserita in un fornello dove arde il fuoco vivo; in quelli a bagnomaria vi è un'intercapedine riempita d'acqua od olio tra il fuoco e la caldaia; nei distillatori a vapore, infine, una caldaia esterna all'alambicco produce vapore e lo immettere in delle caldaiette facendo così esaurire la vinaccia.
Il rame è il metallo d'eccellenza con il quale sono costruiti gli alambicchi Bertagnolli.
Grazie alle sue note proprietà di conduttore del calore, il rame contribuisce ad ottenere i migliori risultati nella delicata fase della distillazione.
Nella tipologia di alambicco discontinuo alimentato a vapore (Bertagnolli) la vinaccia fermentata viene inserita nel paiolo dell'alambicco mista ad acqua per essere distillata. Il surriscaldamento avviene mediante l'impiego del vapore che non supera mai i 105° C. Tale metodo permette una distillazione lenta, ripara le vinacce da possibili scottature, e ne garantisce l'esaurimento.
Il vapore alcolico dal paiolo viene raccolto nel duomo sovrastante e incanalato nella colonna "Zadra" per la selezione e concentrazione degli alcoli. Questi, una volta raggiunta la fine della colonna, vengono destinati alla successiva colonna di refrigerazione, in cui il vapore torna allo stato liquido. Dal liquido prodotto viene selezionato il cuore della produzione tagliando teste e code, processo che in Bertagnolli avviene oggi tramite l'utilizzo di un computer, che azzera l'errore umano e garantisce alti standard qualitativi. Ne risultano grappe dalle notevoli componenti aromatiche che si espandono in un gusto morbido e rotondo, grazie soprattutto all'esperienza del nostro Mastro Distillatore , l'enologo Schönsberg Michele.
Una volta completata la cottura della vinaccia, cessa l'immissione di vapore nell'intercapedine del paiolo. La vinaccia esaurita viene tolta completamente e sostituita da nuova vinaccia da distillare. Da qui la denominazione di " alambicco discontinuo".
La tipologia di impianti di cui dispone permette di distillare Kg. 500/600 di vinaccia in ogni paiolo ad ogni cotta. Con queste potenzialità , la materia prima viene valorizzata e si ottengono quantitativi molto limitati di prodotto (vedi Moscato Rosa, Traminer, Sorbo dell'Uccellatore).
Da oltre trent'anni molte cantine di tutt'Italia si rivolgono all'Azienda per distillare piccole quantità di vinacce ottenute dalla pigiatura delle proprie uve, soddisfacendo così il desiderio di possedere una buona grappa dalla loro pregiata materia prima.